Torino & Piemonte - Viaggio all'opera tra cultura e piaceri della tavola La Traviata al Teatro Regio
Torino, vivace capoluogo del Piemonte, conquista con le sue eleganti piazze, i maestosi palazzi, i portici carichi di storia e un moderno teatro dell'opera. Nel celebre Teatro Regio vanno in scena spettacoli spettacolari con artisti di altissimo livello. Un'escursione nella pittoresca regione vinicola delle Langhe, abbinata a un pranzo gustoso a base di specialità regionali, è la ciliegina sulla torta del vostro soggiorno.
Date e prezzi
- 2027
| 08.03. - 11.03.2027 | Mo. - Do. | da CHF 1'750.- |
1° giorno: Svizzera – Torino
Viaggio verso Torino. Arrivo nel primo pomeriggio e tempo a disposizione. Cena in comune in un ristorante selezionato.
2° giorno: Torino e opera
Vi aspetta Torino, antica capitale del Regno di Savoia e prima capitale d'Italia, con oltre 2000 anni di storia. Fondata dai Romani, fu trasformata dai Savoia in una splendida città residenziale barocca. Una città con 18 km di portici e accoglienti caffè storici, capitale della magia, del cioccolato e dell'arte contemporanea. La visita guidata termina verso mezzogiorno. Prima dello spettacolo, aperitivo all'opera con specialità della cucina e della cantina.
3° giorno: Escursione in Piemonte
Oggi esplorerà le Langhe, famose in tutto il mondo per i loro vini, iniziando da Alba, la città del tartufo bianco; in seguito visiterà il pittoresco paese di Barolo, luogo di nascita del celebre vino. Il culmine della giornata sarà un tipico pranzo piemontese in un affascinante agriturismo, un omaggio culinario alla regione.
4° giorno: Torino - Svizzera
Durante il viaggio di ritorno potrà ripercorrere con la mente i momenti del viaggio all'opera e i suoi momenti culminanti, musicali e gastronomici.
CarRouge
I veicoli Premium sono all'avanguardia della tecnica e offrono spazi generosi: 3 sedili di lusso per fila, poggiatesta regolabili individualmente e un'altezza interna di 2.10 m garantiscono una sensazione di spazio unica.
- 30 ampie e lussuose poltrone Premium con disposizione 2+1
- Ampio spazio tra i sedili di 90 cm
- Cinture di sicurezza a ogni posto
- Poggiapiedi regolabile in altezza, schienali e braccioli regolabili
- Sensazione di spazio unica grazie all'altezza interna di 2.10 metri
- Impianto audio multicanale a ogni sedile, assistente di corsia e cruise control adattivo
- Wi-Fi/Internet gratuito in Europa
INCLUSO
- Viaggio in Car Rouge, disposizione dei posti 2+1
- Accompagnatore musicale da/per la Svizzera
- Sistemazione in hotel selezionato 4*
- 3 x PC (camera con prima colazione a buffet)
- 1 x cena incl. bevande
- 1 x aperitivo all'opera con vino e canapé
- Biglietto d'opera di 1ª categoria
- Visita guidata di Torino
- Escursione nella zona vinicola delle Langhe
- Pranzo in agriturismo
- Sistema audio Car Rouge
Hotel
Soggiornerà presso l'hotel Turin Palace 4*, nel cuore del centro di Torino. Tutte le attrazioni sono comodamente raggiungibili a piedi.
Descrizione dell'opera
Giuseppe Verdi: «La Traviata» – «A quell amor ch'è palpito!»
Il punto di partenza dell'opera di Verdi è il romanzo francese «La dame aux camélias» di Alexandre Dumas figlio, da cui nacque un fortunato lavoro teatrale. Il librettista italiano Francesco Maria Piave, che per Verdi aveva già scritto i libretti da «Ernani» a «Rigoletto», fornì al compositore anche il modello letterario per l'opera in tre atti «La Traviata», che Verdi portò a termine in 45 giorni. Andò in scena per la prima volta il 6 marzo 1853 al Teatro La Fenice. Ma solo una rielaborazione e la nuova messinscena del 6 maggio 1854 al Teatro San Benedetto di Venezia le valsero il definitivo successo.
Violetta si abbandona ai piaceri di una festa, alleviando così la sua sofferenza. Banchetta in compagnia di amici: il visconte Gaston, Alfredo Germont, Flora Bervoix, il barone Douphol. Alfredo intona il brindisi: «Libiamo ne'lieti calici». Si danza il valzer. Violetta impallidisce e si guarda allo specchio: «Oh qual pallor!» Chiede ad Alfredo senza giri di parole: «Da molto è che mi amate?» Nel duetto «Un dì felice» i due si confessano il loro amore. Lei gli porge una camelia che porta sul petto, da riportarle solo quando sarà appassita. Le parole d'amore di Alfredo sul «palpito dell'universo intero» le toccano il cuore: «È strano!» Racconta del desiderio giovanile di un uomo del futuro. Ma vuole restare libera e godersi i piaceri del momento.
In una casa di campagna Alfredo parla con entusiasmo di Violetta, che per amor suo da tre mesi evita le sfarzose feste in città. Preoccupata, la domestica Annina racconta che Violetta intende vendere i propri beni, cavalli e carrozze. Ha bisogno di «mille luigi». Flora scrive a Violetta al suo nuovo rifugio e la invita alla festa a Parigi. Germont, il padre di Alfredo, le fa visita e viene a sapere della lettera sulle intenzioni di vendita. Chiede «un sacrificio». «Pura siccome un angelo». Accenna a una relazione della figlia, che potrà sposarsi solo se Alfredo tornerà in seno alla famiglia e salverà il suo onore. Chiede a Violetta di rinunciare ad Alfredo. Quasi con cinismo le espone i vantaggi di una separazione e le dice che il cielo non ha benedetto quell'unione. Svanisce la sua speranza di essere un giorno riscattata come donna perduta, come «traviata». Invoca la vergine pura: «Dite alla giovine sì bella e pura». Germont la consola: «Piangi, o misera!» Lei deve dire ad Alfredo di non amarlo! Violetta si getta tra le braccia di Germont: «Qual figlia m'abbracciate, forte così sarò». Vuole morire come vittima del proprio amore: «Conosco il sacrificio».
Padre e figlio si abbracciano. Germont gli ricorda i tempi felici e la voce dell'onore («la voce dell'onor»). Alfredo giura vendetta alla festa di Flora. Il marchese D'Obigny diffonde la voce che Alfredo e Violetta si siano separati. Entrano i «Cori di Zingarelle e di Mattadori spagnoli». Gaston canta la canzone del torero Piquillo. Si gioca d'azzardo. 100 luigi sulla destra e sulla sinistra. Alfredo vince. Violetta lo avverte di andarsene. Douphol è lo sfidante. A lui ha giurato di evitare Alfredo: «Di fuggirti un giuramento sacro io fea». Finge di amare Douphol. Alfredo le getta la borsa dei soldi ai piedi: amore a pagamento! «Gelosa smania». È la gelosia furiosa a spingerlo. Solo allora lei confessa di amare Alfredo fino alla morte!
Il dottor Grenvil le tasta il polso. La sua tisi le concede ormai solo poche ore di vita. Con tono quasi didascalico legge la lettera di Germont sul ferimento del barone nel duello. Prende congedo dalla vita. Irrompe il baccanale del «bue grasso». Alfredo è accanto a Violetta. Vuole portarla via da Parigi. Germont si pente. La sua ultima confessione: «Se una pudica vergine degli anni suoi nel fiore a te donasse il core sposa ti sia..io vo..». Tutto è compiuto. Muore tra le sue braccia.




